Un elegante cambio di programma: trasformare la visibilità della supply chain in resilienza
Molte supply chain dichiarano di offrire visibilità. Ma poche sono realmente in grado di trasformarla in azione. Nel settore moda, questo divario si traduce in vendite perse, markdown e danni reputazionali.
La dashboard, con dati di tracciamento e aggiornamenti di stato, apporta certamente valore. Tuttavia, per proteggere i margini non basta monitorare il prodotto: serve la capacità di modificare la decisione relativa alla sua destinazione. Quando i dati evidenziano un problema, è necessario poter reindirizzare il prodotto, scegliere una modalità di trasporto diversa oppure riallocarlo verso il mercato in cui la domanda è emersa, mentre il prodotto è ancora in movimento. È questa capacità, e non il semplice monitoraggio che la rende possibile, ciò che i manager acquistano realmente quando investono nella resilienza.
La visibilità della supply chain nel settore moda è diventata un requisito strategico per i brand che vogliono aumentare la resilienza, accelerare il processo decisionale e migliorare le performance delle scorte.
Mantenere una bassa tolleranza alle interruzioni
Per la supply chain del settore moda, la volatilità è diventata una realtà quotidiana, tra ristrutturazioni tariffarie, interruzioni marittime e geopolitiche che possono bloccare improvvisamente le rotte commerciali e variazioni della domanda che crescono rapidamente in un mercato mentre rallentano in un altro.
Quando una rotta subisce un'interruzione, le domande operative arrivano immediatamente. Ronald Poort, Head of DSV's Consumer vertical, cita la situazione in Medio Oriente:
"Quando si verifica un'importante interruzione, riesci a deviare le spedizioni dal trasporto marittimo a quello aereo o a instradarle attraverso percorsi alternativi prima che i ritardi abbiano un impatto significativo sui costi? Per farlo, devi avere piena visibilità sulle tue scorte e la capacità di intervenire tempestivamente."
Le interruzioni compromettono sia le performance a breve termine sia quelle a lungo termine. Ad esempio, prodotti che arrivano nel luogo sbagliato al momento sbagliato finiscono in markdown, si perdono clienti e la reputazione del brand ne risente. Le aziende del settore moda possono non operare in contesti altamente regolamentati dove il fallimento della supply chain è inaccettabile; tuttavia, a seconda del posizionamento del brand e del valore dei prodotti, le conseguenze di un'interruzione possono essere così rilevanti da rendere, di fatto, necessaria una tolleranza minima al rischio.
Per mantenere una bassa tolleranza alle interruzioni, un brand non deve limitarsi ad avere visibilità sulla supply chain: deve anche essere in grado di reagire rapidamente quando le condizioni cambiano e farlo a costi sostenibili.
Dove la resilienza si interrompe davvero
La visibilità tende a venir meno non nel mezzo del percorso, ma nei suoi punti di giunzione: nei passaggi amministrativi e operativi in cui le merci transitano tra diversi attori, sistemi e tratte di trasporto, nonché nella gestione degli ordini di acquisto. È proprio in questi punti che il controllo rischia di venir meno.
In definitiva, il livello di dettaglio della visibilità di cui dispone un brand determina le azioni che può intraprendere. In pratica, ciò significa gestire i PO a livello di SKU, non limitarsi al monitoraggio delle spedizioni.
"Le informazioni end-to-end sono fondamentali", afferma Ronald Poort, Head of DSV's Consumer vertical. "Se non sai quale specifico SKU si trova in quale specifico container, come puoi modificarne la destinazione?"
La visibilità a livello di spedizione può sembrare rassicurante, ma nel momento in cui è necessario prendere una decisione può rivelarsi, di fatto, equivalente all'assenza di visibilità. È per questo che la gestione dei PO è l'elemento che consente realmente di colmare questo divario.
Esiste inoltre una trappola strutturale nella quale molti brand finiscono volontariamente per cadere. Per distribuire il rischio, suddividono le attività tra diversi fornitori logistici, compromettendo però la resilienza della supply chain. Come afferma Sara Gerdner Kalle, Chief Commercial Officer di DSV per Contract Logistics:
“Alcuni brand preferiscono non mettere tutte le uova nello stesso paniere e quindi lavorano con un portafoglio diversificato di fornitori. La sfida è che perdono la visibilità end-to-end e, con essa, la capacità di ottimizzare l'intera supply chain.”
Questo porta i brand a collocarsi lungo uno spettro. Alcuni gestiscono la propria supply chain in modo estremamente controllato e dispongono di una reale visibilità end-to-end; altri operano attraverso sistemi frammentati e dipendono dai propri partner per ottenerla. Né l'uno né l'altro approccio è sbagliato, ma un brand dovrebbe essere consapevole della propria posizione, perché da essa dipende quanta parte della propria resilienza è effettivamente in grado di controllare.
La visibilità aumenta di valore solo se è possibile agire di conseguenza
La resilienza, quindi, non è semplicemente informazione. È informazione unita alla capacità di agire. Una trasparenza che si limita a segnalare un problema offre soltanto una visione più chiara di una perdita che non si è in grado di evitare. Il valore risiede interamente nelle decisioni che tale visibilità rende possibili, decisioni ben note a chi gestisce una rete logistica: quale modalità di trasporto utilizzare, se accelerare o rallentare un flusso, dove allocare le scorte, quale sito utilizzare per servire la domanda e quando effettuare il riassortimento.
La scelta che rende possibile tutto questo consiste nel posticipare l'impegno definitivo il più a lungo possibile, compatibilmente con le esigenze operative. Nel momento in cui un prodotto viene realizzato, nessun brand può sapere con certezza dove la domanda raggiungerà il picco. Per questo motivo, l'approccio corretto consiste nel rinviare il più possibile la decisione finale sulla destinazione del prodotto, il cosiddetto decoupling point, e indirizzare poi le scorte verso i mercati in cui la domanda si è effettivamente manifestata, o lontano da eventuali interruzioni operative, nell'ultimo momento utile.
Questo concetto si comprende al meglio come capacità di mantenere aperte più opzioni. La resilienza è il valore derivante dal conservare la flessibilità di scelta il più a lungo possibile. Il prezzo della perdita di questa flessibilità si traduce in rotture di stock e markdown.
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Considerazioni strategiche principali
Smetti di considerare la visibilità come un obiettivo fine a sé stesso. Investi invece nella capacità che la visibilità rende possibile: il potere di modificare le decisioni in corso d'opera riguardo alla destinazione dei prodotti. In pratica, ciò significa disporre di una visibilità dettagliata a livello di PO e SKU, di un punto di disaccoppiamento progettato all'interno del flusso logistico e di una control tower dotata dell'autorità, della rete e delle persone necessarie per agire sulla base delle informazioni fornite dai dati.
Misura la tua resilienza in base al numero di opzioni che hai a disposizione. I brand che mantengono aperte il più a lungo possibile le proprie opzioni e sono in grado di attuare più rapidamente un cambiamento di rotta sono quelli che trasformano le interruzioni in un vantaggio competitivo, mentre i concorrenti ne subiscono le conseguenze.
Infine, il controllo end-to-end raramente è il risultato di uno sforzo individuale. Si costruisce invece attraverso la collaborazione con un partner che comunica in modo trasparente, combina coerenza globale e conoscenza locale e consente al brand di mantenere il controllo quando i piani devono cambiare, cosa che accade sempre più frequentemente.
FAQ
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La visibilità della supply chain nel settore moda consente ai brand di accedere a informazioni in tempo reale su prodotti, scorte e spedizioni lungo l'intera supply chain.
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I brand del settore moda possono migliorare la resilienza della supply chain attraverso la visibilità end-to-end, le capacità di una Control Tower, opzioni di trasporto diversificate, l'analisi dei dati e strategie flessibili di allocazione delle scorte.
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I brand possono utilizzare piattaforme integrate di visibilità, Control Tower, il monitoraggio degli ordini di acquisto e la supervisione a livello di SKU per ottenere visibilità in tempo reale lungo l'intera supply chain.
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La visibilità della supply chain consente ai brand di identificare tempestivamente le interruzioni operative, riallocare più rapidamente le scorte e ridurre le rotture di stock posizionando i prodotti nei mercati in cui la domanda è maggiore.
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La visibilità logistica in tempo reale aiuta le aziende a rispondere ai ritardi nei trasporti, alle interruzioni presso i fornitori e ai cambiamenti della domanda prima che abbiano un impatto negativo sui livelli di servizio.
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Le Control Tower, l'analisi predittiva, le previsioni supportate dall'intelligenza artificiale, i sistemi di gestione degli ordini di acquisto e le piattaforme logistiche integrate contribuiscono a migliorare la visibilità della supply chain.